Una formazione tra discipline e continenti
Giovannipaolo Ferrari è sociologo, ricercatore e docente presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. La sua traiettoria scientifica nasce nel Mezzogiorno d’Italia e si sviluppa tra l’Europa e la Cina: Roma e Salerno in Italia e Montpellier in Francia per la formazione; Lille in Francia per la ricerca e l’insegnamento; Dalian e Ningbo in Cina per una lunga esperienza accademica e professionale; Middlebury, nel Vermont, negli Stati Uniti per la ricerca e lo scambio internazionale. Più che semplici tappe geografiche, questi luoghi sono diventati osservatori dai quali confrontare istituzioni, culture e trasformazioni sociali, secondo una prospettiva di Global Sociology.
Dopo gli studi in Sociologia alla Sapienza Università di Roma, con una specializzazione in Scienze politiche, Analisi delle politiche pubbliche e Sociologia dell’amministrazione, ha approfondito i temi della progettazione territoriale, dello sviluppo sostenibile, del lavoro e dell’organizzazione.
Nel 2016 ha conseguito, attraverso una cotutela internazionale tra l’Università degli Studi di Salerno e l’Université Paul-Valéry Montpellier 3, due dottorati distinti: a Salerno il Dottorato in «Sociologia, analisi sociale, politiche pubbliche e teoria e storia delle istituzioni»; a Montpellier il Doctorat en «Sciences du langage», con indirizzo di linguistica applicata. Il percorso, riconosciuto con il label Doctor Europaeus, si è concluso con la tesi comune «Oltre le professioni? Il lavoro all’epoca dei social media» / «Au-delà des professions ? Le travail à l’époque des médias sociaux» (2016, Università degli Studi di Salerno–Université Paul-Valéry Montpellier 3).
La ricerca dottorale ha messo in dialogo sociologia del lavoro, sociologia delle professioni, sociologia dei gruppi professionali, analisi dei discorsi digitali e trasformazione delle identità professionali. Questa formazione tra discipline e continenti spiega un tratto costante del suo lavoro: attraversare confini teorici e geografici senza rinunciare al rigore della ricerca sociologica. Metodi qualitativi e quantitativi, analisi delle politiche, digital methods e comparazione internazionale diventano strumenti complementari per comprendere fenomeni complessi e restituirli alla comunità scientifica e a pubblici più ampi.
Lavoro, società digitale e metodi
Il primo nucleo della sua ricerca riguarda il mutamento del lavoro, delle professioni e della comunicazione negli ambienti digitali. L’attenzione alle web radio, ai social media e alle nuove figure professionali lo ha condotto a studiare non soltanto le tecnologie, ma i modi in cui esse ridisegnano autorità, competenze, riconoscimento, cooperazione e appartenenza ai gruppi professionali. Da qui nasce l’interesse per la costruzione e l’analisi dei corpus digitali, per l’uso dei CAQDAS, per la data visualization e, più recentemente, per l’intelligenza artificiale e i suoi effetti sulle istituzioni pubbliche e sul welfare.
La pandemia ha rappresentato un banco di prova decisivo. Ferrari ha analizzato le metafore utilizzate per definire il Covid-19, la costruzione istituzionale dei dati e delle loro visualizzazioni, l’impatto sulle attività educative e sulla ricerca sociale. «Data Visualization in Shaping the Institutional COVID-19 Narrative» (2024, Society Register) mostra come il dato non sia mai neutrale, ma venga prodotto, selezionato e narrato, orientando comportamenti collettivi e decisioni pubbliche. La stessa prospettiva guida oggi i progetti dedicati alla cittadinanza digitale, alla partecipazione civica e alla governance dell’intelligenza artificiale.
Ha fondato e coordina il DiSoSWLab — Digital Society, Sport & Well-being Social Research Lab — dell’Università di Salerno, uno spazio di ricerca che connette società digitale, sport, benessere e inclusione. Laboratorio, ricerca empirica e aula sono pensati come luoghi comunicanti: le domande nate sul campo entrano nella didattica, mentre il confronto con studenti, istituzioni e comunità produce nuove ipotesi e nuovi oggetti d’indagine.
Sport, corpi e benessere
Un secondo asse fondamentale è la sociologia dello sport e dell’attività fisica. Lo sport viene osservato come istituzione sociale, mercato, linguaggio politico, ambiente professionale e spazio di costruzione delle identità. Le ricerche comprendono il calcio e le politiche sportive in Cina, la circolazione transnazionale dei miti sportivi, il tennis e le professioni digitali, il bicycle sharing, le politiche europee, lo sport paralimpico, lo sport adattato e le rappresentazioni della disabilità. La scherma in Asia e la crescita del movimento schermistico asiatico rientrano in questo quadro comparativo come uno dei processi che rinnovano la geografia dello sport mondiale.
Una particolare attenzione è dedicata alla ricerca sul campo nel tennis adattato: pratiche, relazioni tra atleti e tecnici, tecnologie di supporto e condizioni concrete dell’inclusione vengono osservate insieme, collegando esperienza sportiva, autonomia, benessere e rappresentazione della disabilità. L’interesse non è quindi rivolto soltanto agli eventi e agli atleti, ma anche alle disuguaglianze, alle piattaforme, alle culture del corpo e ai dispositivi di inclusione o esclusione.
Questi temi attraversano «Cina, sport e società. Una prospettiva sociologica» (2025, Edizioni Efesto), «Il Digital Tennis Coach in Cina prima e dopo il Covid: tra mediatizzazione e precarizzazione» (2024, in L’atleta digitale, Editpress), «Tennis Coaching in China before and during COVID-19» (2023, Contemporary Social Science) e «The Platformisation of Cycling» (2024, Sustainability). La lunga esperienza tra Dalian e Ningbo consente di leggere la Cina contemporanea intrecciando sociologia, geopolitica, educazione, innovazione, urbanizzazione e sport: non come un oggetto distante, ma come uno dei laboratori delle trasformazioni globali del XXI secolo.
Salute, welfare e politiche
Sport e salute sono letti dentro un quadro più ampio di politiche del benessere. Nei corsi e nei progetti di ricerca Ferrari mette in relazione sistemi sanitari comparati, politiche sociali, culture del corpo, disabilità, disuguaglianze e trasformazioni tecnologiche. L’analisi delle politiche pubbliche, maturata fin dalla formazione universitaria, consente di osservare come istituzioni e servizi definiscano bisogni, destinatari e criteri di accesso.
Il progetto «Digital Home Fitness e intelligenza artificiale», di cui è responsabile scientifico, studia opportunità e rischi delle pratiche motorie mediate da piattaforme e sistemi intelligenti. Il progetto «Dis-ability!» affronta lo stigma attraverso l’analisi delle rappresentazioni mediali dei Giochi paralimpici. «PARTECIPA. Sociologia pubblica, cittadinanza digitale e partecipazione civica nella Regione Campania» connette invece ricerca-azione, inclusione, cittadinanza digitale e lavoro con i territori.
In questa prospettiva, salute e welfare non costituiscono un settore separato, ma un punto d’incontro tra ricerca empirica, didattica e responsabilità pubblica. I dati, le categorie amministrative e le tecnologie vengono studiati insieme alle esperienze delle persone e ai rapporti di potere che organizzano l’accesso alle risorse.
Sociologia pubblica, pensiero meridiano e territori
La sociologia pubblica è il filo che ricompone i diversi ambiti. Nella concezione di Michael Burawoy, la ricerca sociologica non termina con la pubblicazione scientifica: entra in relazione con pubblici differenti, costruisce occasioni di confronto e rende visibili i processi attraverso cui si formano problemi e decisioni collettive. Ferrari lega questa prospettiva al «pensiero meridiano» di Franco Cassano: una sociologia pubblica e meridiana, capace di partire dai margini, dai territori e dalle culture meridiane per interrogare il mondo senza trasformare il Mezzogiorno, il Mediterraneo o i Sud del mondo in una cornice ornamentale.
Da questo lavoro nascono la traduzione italiana «Sociologia pubblica» di Michael Burawoy (2025, Mondadori Università), curata con Paolo Diana, e il numero monografico di «Cambio. Rivista sulle Trasformazioni Sociali», vol. 13, n. 26 (2023), «Il dibattito sulla ricerca sociale pubblica in Italia. Storia, Profili, Prospettive», curato da Diana e Ferrari. Insieme a molti altri scritti, questi contributi rendono disponibile al pubblico italiano un riferimento centrale del dibattito internazionale e ne discutono la ricezione, le applicazioni empiriche e le frontiere digitali.
Sul versante scientifico-editoriale, Ferrari è Managing Editor di «Eracle. Journal of Sport and Social Sciences», rivista scientifica italiana interamente dedicata alla sociologia e agli studi sociali dello sport. Dirige inoltre la collana «Meridies. Studi e ricerche nelle scienze sociali» e presiede l’Associazione Giovanni Ferrari APS, che cura l’archivio e l’eredità culturale di Giovanni Ferrari e promuove attività editoriali, formazione, divulgazione scientifica e culturale, il Premio Meridies e iniziative pubbliche.
La convergenza tra ricerca universitaria, impegno sociale, interesse per gli aspetti culturali della società e lavoro sul territorio ha condotto Ferrari a ideare e fondare «Meridies — Festival delle Culture Meridiane», di cui è direttore artistico e responsabile scientifico. È un progetto nel quale ricerca, libri, incontri e culture meridiane costruiscono uno spazio comune di discussione pubblica.
Attualmente Ferrari è ricercatore a tempo determinato di tipo A (RTD-A) in Sociologia Generale, settore GSPS-05/A, presso l’Università di Salerno. Ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore di seconda fascia in Sociologia Generale ed è qualificato in Francia alle funzioni di Maître de conférences, Section 19 — Sociologie et Démographie. È inoltre chercheur associé al CeRIES — Centre de Recherches «Individus, Épreuves, Sociétés» — dell’Université de Lille e svolge funzioni di enseignant vacataire e chargé de cours presso il FaSEST — Faculté des sciences économiques, sociales et des territoires — e l’IUT de Lille — Institut universitaire de technologie de Lille, componente dell’Université de Lille — nelle sedi di Roubaix–Tourcoing. Questa sociologia tra mondi assume così il senso di una Global Sociology: comparativa, empiricamente fondata, aperta al dialogo tra tradizioni scientifiche e responsabile verso i suoi pubblici.
